Università Telematiche: dal prossimo anno, stop ai corsi di laurea in Psicologia, Pedagogia, Servizi Sociali

Importanti novità sono previste per le Università Telematiche: come già accade per Medicina, dal prossimo anno accademico alcuni corsi di laurea come Psicologia, Scienze Pedagogiche, Scienze dell’Educazione e Servizi Sociali non potranno più essere somministrati dalle piattaforme, ma necessiteranno della presenza fisica degli studenti. Questo è quanto previsto dal decreto dell’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ed ora sottoposto alla Corte dei conti e al Consiglio di Stato.

L’ “eredità” di Fioramonti

Uno degli ultimi atti di Fioramonti ha riguardato direttamente proprio le Telematiche. Lo scorso 23 dicembre, poco prima di rassegnare le dimissioni dal suo incarico, l’ex parlamentare del M5S (oggi iscritto al Gruppo misto della Camera) ha sottoscritto un decreto ministeriale che impedisce ai suddetti atenei di erogare un elenco di corsi di laurea. Tra essi si confermano, ad esempio, Medicina, Veterinaria, Architettura, Odontoiatria, professioni sanitarie e Scienze della Formazione, ma figurano anche delle novità, rappresentate da tre corsi triennali (Scienze dell’Educazione, Scienze e Tecniche Psicologiche, Servizio Sociale) e due magistrali (Psicologia e Scienze Psicologiche). A questi sarà preclusa l’opzione dell’e-learning.

Il ruolo dei rettori

La vicenda ha origine dalla Conferenza dei rettori. Alla sua guida, fino a pochi giorni fa, Gaetano Manfredi, che intanto è succeduto a Fioramonti in qualità di ministro dell’Università e aveva ripetutamente esposto le proprie riserve sulle garanzie fornite dall’e-learning ad alcune figure professionali. Segnalazioni che Fioramonti aveva raccolto e tradotto in decreto ministeriale. Una decisione che ha generato, come prevedibile, pro e contro.

L’assenso dell’Ordine degli Psicologi

Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, aveva già sollevato la questione nel 2019, ritenendo le lauree telematiche <<assolutamente incompatibili con la natura sanitaria della professione>> ed ha quindi accolto con soddisfazione la decisione dell’ex ministro, al punto che il presidente Fulvio Giardina ha definito il decreto <<un’importante vittoria per la professione…>>.

Le preoccupazioni degli studenti

Il clima di entusiasmo non coinvolge gli iscritti alle università telematiche. In una lettera appello al governo gli studenti della UniMarconi, della UniCusano e della UniPegaso, fanno sapere di essere pronti a schierarsi in prima linea. A causa di questo provvedimento, che in caso di approvazione diventerà operativo, sostengono «un numero imprecisato fra studenti telematici lavoratori e non frequentanti in generale, sia di istituti statali che privati, sono rimasti orfani di un’impalcatura che dovrebbe invece tutelarli in quanto figli di un progresso che ha dettato nuove regole – e le detta tuttora – sulle modalità didattiche in tutto il globo». Aggiungono, inoltre, che le Telematiche siano in grado di offrire «una didattica completa, tranquillamente comparabile a quella delle altre università».

Il riordino strutturale resta ancora in attesa

Se confermato, il divieto di gestione per i corsi di laurea elencati da parte delle Telematiche sarà in vigore a partire dall’anno accademico 2020/2021 e soltanto per i nuovi immatricolati.

Tale intervento, al di là di ogni altra considerazione, potrebbe rappresentare un’ulteriore occasione mancata per una riorganizzazione strutturale, attesa già dal 2013, per un numero di iscritti che negli ultimi 10 anni è passato da 20mila a 82mila e uno di laureati salito da 2mila a 13mila.

Alessandro Borriero

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